Considerazioni di un agopuntore solitario

Considerazioni di un agopuntore solitario

Dopo 25 anni di utilizzo quotidiano dell’agopuntura cinese nella mia pratica medica rimango ancora senza parole davanti alla mancanza di informazione della gente, non tanto dei meccanismi di questa metodica, quanto delle sue possibilità terapeutiche.

Oltre al fatto di appartenere a una cultura profondamente diversa, bisogna ammettere che l’informazione su questa metodica terapeutica è non solo scarsissima, per evidenti motivi di convenienza da parte di un certo sistema, ma addirittura distorta.

E’ triste doverlo ammettere ma, per la maggior parte delle persone, l’unica fonte di informazione è la televisione.

Il mio maestro Hiroshi Nozaki tre o quattro anni fa fu intervistato da una tv della svizzera tedesca: uno speciale su di lui che durava 5 minuti. Hiroshi era estremamente stupito del fatto che dal giorno dopo la messa in onda del servizio, decine di persone lo fermavano per strada e chiedevano un appuntamento per fare agopuntura.

“ Non avrei mai creduto nel potere della televisione se non mi fosse capitata questa esperienza!”- mi diceva Hiroshi  un paio di mesi dopo.

Ho creato questo sito per migliorare l’informazione riguardo tanti aspetti della salute.

La nostra salute è nelle mani delle industrie farmaceutiche. Esse dettano legge e lo fanno attraverso una informazione parziale e ben mirata.

Se uno dice una mezza verità e nasconde l’altra parte non ha detto una mezza verità, ma ha trasformato il tutto in una enorme menzogna.

Internet fornisce oggi una possibilità di informazione diretta e più libera. E’ vero che occorre saper distinguere perché anche qui ci sono informazioni del tutto false e distorte, ma ci sono anche informazioni legate all’esperienza di gente che ha il desiderio di rendersi utile al prossimo.

Capisco che il sistema di informazione della medicina ufficiale faccia capo a un sistema che si è organizzato nel tempo e di conseguenza ha acquistato forza e credibilità. Non è mio costume gettare discredito su un sistema dal quale io stesso provengo come medico, tuttavia è necessario chiarire che oggigiorno gli interessi economici che governano questo sistema non tengono presenti le reali necessità della gente.

E’ molto facile per i miei colleghi somministrare un farmaco approvato dal sistema sanitario: il paziente si aspetta di star meglio e se questo non accade si tenta con un altro farmaco. E se continua a non funzionare, amen! La persona sarà pronta ad usare ancora i farmaci alla prima occasione.

Se l’agopuntura tarda a funzionare o ha un risultato parziale, allora “l’agopuntura non funziona!”

Salta l’intero sistema!

Molto spesso la gente mi chiama per sapere se l’agopuntura li potrà aiutare, visto che dopo aver tentato inutilmente varie cure io rappresento per loro la fatidica “ultima spiaggia”. Ora, devo dire che questo ruolo di “bagnino” mi sta un po’ stretto.         Qualche volta mi piacerebbe affrontare una terapia per un disturbo appena insorto e non inveterato e cronicizzato da mesi o anni; potremmo vedere allora se è più rapida l’agopuntura o la farmacologia.

E poi non è questione di rapidità. La differenza sta nell’approccio alla malattia.

La mentalità occidentale fa sì che spesso la gente venga da me per eliminare un disturbo, così come andrebbe da un altro medico per eliminare il sintomo fastidioso attraverso i farmaci.

Ma la differenza è enorme: eliminare un sintomo senza comprenderne a fondo le cause equivale a rendere la patologia più profonda, meno riconoscibile e fonte di altre patologie nel tempo.

La medicina occidentale sembra aver totalmente dimenticato questo principio che pur era alle sue basi nell’antichità. La medicina moderna assomiglia tanto al sistema delle televisioni, in cui si dà alla gente quello che chiede e siccome la massa non ha grandi pretese, il livello culturale si sta abbassando in maniera vorticosa. Ecco, la stessa cosa accade in medicina: si accontentano le masse nella loro fretta di guarire senza alcuna comprensione del perché si sono ammalate.

E ogni giorno assisto al triste spettacolo di persone rassegnate a un modo di vivere che non hanno scelto: una alimentazione totalmente sbagliata, livelli di stress nervoso inaccettabili, emozioni trattenute e somatizzate…”Si, d’accordo ma questo è il mondo in cui viviamo e nessuno può cambiarlo”- dirà qualcuno. E’ verissimo, rispondo io, tutti quelli che hanno cercato di cambiare il mondo si sono fatti male, qualcuno parecchio…ma la questione è un’altra: ognuno di noi ha la possibilità di operare alcuni piccoli cambiamenti nella propria vita, nel proprio mondo, piccoli ma sostanziali; cambiamenti che nel tempo possono portare a un reale miglioramento delle nostre condizioni. Ma per fare questo occorre innanzitutto conoscenza, informazione.

L’umanità un tempo era sostenuta dalla madre terra: una volta conosciuto un frutto e verificato che non poteva essere velenoso eravamo sicuri di poterlo mangiare all’infinito, senza alcuna preoccupazione.

Oggi entrando in un supermercato come facciamo a distinguere tra ciò che ci avvelena e quello che ci nutre? E’ vero, non sono veleni che ci schiantano in trenta minuti, lavorano lentamente, giorno dopo giorno e un po’ alla volta ci indeboliscono, ci fanno ammalare. “Si, ma la vita media si è allungata”, vero anche questo, ma a quale prezzo? Abbiamo memoria della forza, dell’energia dei nostri nonni? Di donne in grado di mettere al mondo dieci bambini e di farli crescere?

Abbiamo perso la forza e quel che è più grave abbiamo perso la Memoria.

Chi non ha memoria del passato può essere indotto a credere a qualsiasi cosa, non sarà più in grado di cogliere la contraddizione.

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