Alimentazione: rischi per i bambini

Se andiamo ad esaminare i prodotti ortofrutticoli convenzionali troviamo dei dati interessanti riguardo la loro pericolosità nei confronti della nostra salute, ma soprattutto di quella dei nostri bambini a causa del loro contenuto di pesticidi: circa il 40% dei prodotti ortofrutticoli convenzionali, risulta contaminato da residui di pesticidi, molto spesso da più principi attivi; alcuni di questi addirittura fuorilegge. Sono questi i dati  preoccupanti che emergono da una ricerca che Legambiente ha effettuato sui dati forniti da alcune Asl in cinque tra le maggiori regioni produttrici (Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Toscana, Campania) nell’anno 1999. Le conclusioni di Legambiente sulla base dei suddetti dati confermano che in Italia continua l’abuso di pesticidi e altri fitofarmaci.

L’Italia, tra i paesi europei, è quello che utilizza la maggiore quantità di fitofarmaci; inoltre la normativa che fissa i limiti alla presenza di residui dei pesticidi è vecchia di oltre 30 anni, pertanto non può tenere conto delle più recenti ricerche sui rischi sanitari legati alla presenza di queste sostanze nei cibi: utilizziamo ancora principi attivi come il Clorpirifos che in altri Paesi è stato messo al bando per l’ormai accertato effetto cancerogeno. Al tempo stesso, la legge non impone alcuna restrizione al numero di residui ammessi in uno stesso prodotto. Questo rappresenta il problema principale in quanto la somma dei principi attivi crea un rischio ancor più grande e meno prevedibile. I soggetti più a rischio sono proprio i bambini in quanto, a causa della rapidità della crescita, risultano molto più sensibili all’azione delle sostanze chimiche introdotte con gli alimenti. Secondo un gruppo di ricercatori statunitensi, a causa di questi residui chimici che si trovano negli alimenti, i bambini  corrono rischi molto più elevati di contrarre il cancro e già all’ età di 6 anni possono aver superato di 10 volte il livello di rischio accettabile nel corso dell’intera vita.

Le metodologie di valutazione dei rischi legati alla presenza dei residui di pesticidi sono del tutto inadeguate: le dosi accettabili di queste sostanze negli alimenti sono calcolate su adulti del peso di 60 kg. e non su bambini, assai più sensibili a queste sostanze. Inoltre i rischi vengono valutati per ogni singolo pesticida, non tenendo conto della sommatoria dei residui (multiresiduo), come se si fosse esposti ad un solo principio attivo per volta.

Su 45 pesticidi esaminati dall’Epa (Agenzia per la Protezione Ambientale) ne sono risultati cancerogeni 25, per gli altri 20 non vi è ancora un dato definitivo(ma non ne è stata ancora esclusa la cancerogenicità, tranne che per uno).

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